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Guida Michelin, sorprese e tante novità nell’edizione del 2018

1michelinNell'edizione del 2018 della Guida Michelin, il vero trionfatore è lo chef Canavacciuolo, vince Torno ma Milano perde il primato.

La nuova edizione della Guida Michelin, presentata oggi a Parma, riserva grandi sorprese e sorprendenti novità per tutti gli amanti dell’ottima cucina.

La regione che guadagna più stelle è il Piemonte, mentre la città di Milano perde il suo indiscutibile primario.

Tra le novità più importanti c’è la nascita del premio “Passion Wive” dedicati ai ristoratori capaci trasmettere la passione per vino con accurate degustazioni, e poi largo ai giovani con ben due premi speciali. Il primo chiamato “Giovani Chef” e l’altro per il “Servizio in Sala”. Tra le novità, molte le sorprese. Il Piemonte guadagna ben 5 stelle grazie ai bistrot di Canavacciuolo, Alessandro Mecca e Mario Miglioli. Lo chef di origini napoletane si conferma la vera superstar, con una stella più in tutti i suoi ristoranti tra Tornino e Novara, oltre al due stelle confermato per Villa Crespi a Orta San Giulio. Roma si difende molto bene, guadagnando una stella ma ne perde tre, Milano è la grande sconfitta del 2018.

I giornali sprecano energie su Facebook e regalano dati preziosi

DataMediaHub ha monitorato per un mese, dal 27 Settembre al 26 Ottobre, le fanpage di venti quotidiani italiani.  Le testate prese in considerazione sono dieci ‘pure player’ e altre dieci che hanno invece una corrispondente versione cartacea ossia Repubblica, Corriere della Sera, La Stampa, Il Sole24Ore, Il Fatto Quotidiano, La Gazzetta dello Sport, Libero, Il Giornale, Il Manifesto, e Avvenire. Le testate all digital sono: Fanpage, TGCom24, Today, HuffPost Italia, TPI [The Post Internazionale], Il Post. Blogo, Agi, Ansa, e Linkiesta.  I dati sono stati raccolti grazie alla suite Talkwalker con la quale DataMediaHub ha una partnership per l’ascolto e il monitoraggio della Rete.

Leggendo l’interessante e approfondida analisi emergono elementi che aiutano a capire non solo come si comportano i giornali su Facebook ma anche il senso (se c’è) di molte attività dedicate a questo social.

Il triennio d’oro della manifattura: battuta la locomotiva tedesca

made in italyDopo un iniziale, timido recupero nel 2014, negli ultimi tre anni (2015-2017) il valore aggiunto della industria manifatturiera italiana è sempre regolarmente aumentato di più del valore aggiunto delle manifatture francese e britannica e in due anni su tre (il 2015 e il 2017) anche di più di quello della manifattura tedesca.

Nel 2017 i dati sono stati i seguenti: Italia +3,8%, Germania +2,7%, Regno Unito +2,3%, Francia +1,7%.

In seguito a ripetute revisioni, l’Istat ha restituito un quadro progressivamente sempre più veritiero di quanto è realmente accaduto alla nostra manifattura, molto differente rispetto alle prime stime, che parevano deludenti.

Arrivano le foto 3D su Facebook

Facebook 3DFacebook ha annunciato la possibilità di postare foto 3D per tutti, realizzabili direttamente dallo smartphone ma solo con le foto in modalità ritratto.
Sul portale dedicato alla realtà virtuale Facebook ha annunciato la possibilità di postare le cosiddette foto 3D. A differenza di come vengono chiamate, in realtà non si tratta di foto in un “vero” 3D, insomma non si potrà vedere il soggetto da ogni angolazione, ma semplicemente si potranno “muovere” spostando leggermente lo smartphone o il puntatore del mouse per avere la sensazione di osservare una maggiore profondità di campo.  Le foto sono visualizzatili sull’app, da PC o con visori VR come Oculus Go. Ci sono però delle limitazioni.

Google chiude il Plus

Google Plus chiude per un bug che ha esposto i dati di centinaia di migliaia di utenti e che secondo, il Wall Street Journal, all’azienda era noto da mesi.

Google Plus, lo snobbatissimo social network aperto da Google ormai nel 2011, sta chiudendo i battenti. Lo ha annunciato la casa di Mountain View in queste ore, in una comunicazione che arriva in conseguenza a un’altra vicenda: la scoperta di una vulnerabilità all’interno della piattaforma, che aveva il potenziale per esporre al furto i dettagli riservati di fino a 500mila utenti.

La versione del social dedicata al grande pubblico sparirà, mentre quella riservata alle aziende rimarrà online. La comunicazione di Google però non è giunta in modo esattamente spontaneo. È stato infatti il Wall Street Journal a raccontare per primo della vulnerabilità in Google Plus, un bug che secondo la testata era noto Google almeno dal mese di marzo.

Il reportage racconta infatti di un documento interno a Google nel quale già allora i dirigenti del gruppo venivano avvertiti del rischio di un pericoloso danno di immagine conseguente alla diffusione della notizia in quel periodo. Marzo 2018 era il periodo immediatamente successivo allo scandalo Cambridge Analytica, che ha investito Facebook e i 87 milioni di utenti coinvolti dall’operazione, e nel memo si ipotizza che in un clima del genere Google sarebbe potuta finire nello stesso calderone, con il rischio concreto che il numero uno di Google, Sundar Pichai, dovesse raccontare la sua versione dei fatti di fronte al Congresso degli Stati Uniti come fece Mark Zuckerberg tempo fa per difendere il suo social network.

Secondo un portavoce di Google, la società aveva in programma di fare mea culpa spontaneamente già questa settimana, ma il lavoro del Wall Street Journal ha evidentemente accelerato i tempi.

 

 

 

fonte: Wired

 

 

 

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