internazionalizzazioneL’Avviso è finalizzato a sostenere il processo di internazionalizzazione del sistema produttivo regionale, attraverso la concessione di agevolazioni, sotto forma di contributi in conto capitale, per Programmi di internazionalizzazione realizzati da Micro e PMI, in forma singola o associata, rappresentative dei comparti e settori regionali, prioritariamente quelli ricadenti nelle aree della RIS3 Campania e quelli individuati nel Patto per lo sviluppo della Campania, riportati nel Piano strategico regionale per l’Internazionalizzazione.

Destinatari sono le MPMI, (inclusi i liberi professionisti), in forma singola o associata in Reti di imprese con personalità giuridica (Reti-soggetto), Reti di imprese senza personalità giuridica (Reti-contratto), Consorzi, Società Consortili, che, al momento della presentazione della domanda di accesso all’agevolazione, siano in possesso dei requisiti di ammissibilità specificati nell’Avviso.

Sono agevolabili Programmi di Internazionalizzazione che illustrino la strategia della singola impresa ovvero, nel caso di Aggregazioni Temporanee, anche la strategia dell’intera Aggregazione, rispetto all’apertura verso uno o più mercati esteri, specificando nel dettaglio le modalità realizzative, finanziarie e gestionali dell’intervento, nonchè prevedendo un programma di utilizzo dei risultati, che garantisca il pieno conseguimento degli obiettivi prefissati.
In coerenza con la succitata strategia, i Programmi di Internazionalizzazione devono prevedere la realizzazione di interventi ricompresi nelle tipologie di seguito indicate:
a. Partecipazione a fiere e saloni internazionali;
b. Incoming di operatori esteri presso la sede campana dell’impresa;
c. Incontri bilaterali tra operatori italiani ed operatori esteri, workshop e seminari all’estero o in Italia;
d. Utilizzo temporaneo (massimo 12 mesi) di uffici e/o sale espositive all’estero;
e. Azioni di comunicazione;
f. Supporto specialistico.

L’agevolazione è concessa ai sensi del Regolamento de minimis e consiste in una sovvenzione commisurata alle spese ammissibili, secondo quanto di seguito indicato:
• Progetti presentati da MPMI in forma singola: Sovvenzione pari al 70% delle spese ammesse e comunque nella misura massima di Euro 150.000,00;
• Progetti presentati da Aggregazioni Temporanee (Reti-contratto): Sovvenzione pari al 70% delle spese ammesse e comunque nella misura massima di Euro 150.000,00 per singola MPMI aderente e di Euro 500.000,00 per l’intero Programma di Internazionalizzazione.

L’ammissione all’agevolazione avviene sulla base di una procedura valutativa a sportello, secondo quanto previsto dall’art. 5 comma 3 del D.Lgs. n. 123/98.
La procedura relativa alla concessione dell’agevolazione si articola in 3 fasi:
• Presentazione della domanda di accesso all’agevolazione;
• Istruttoria di ammissibilità/valutazione;
• Approvazione della domanda e concessione dell’agevolazione.

La presentazione della domanda di accesso all’agevolazione deve avvenire, pena l’invalidità della domanda stessa, esclusivamente in via telematica, utilizzando l’apposita piattaforma web, secondo le modalità indicate nel Decreto Dirigenziale con cui si provvederà all’approvazione della modulistica.Per la presentazione della domanda bisogna quindi attendere il decreto che approva la modulistica.

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google adsGoogle ha presentato le novità sui propri prodotti di advertising. Già qualche giorno fa Google aveva presentato le novità sulla propria offerta di tool pubblicitari.

Per Google il machine learning e quindi l’intelligenza artificiale sarà il futuro del mondo pubblicitario.

ADV: Vuoi assistenza per le tue campagne e visibilità su Google? clicca qui

Queste le novità.

Google Ads: è stato confermato il cambio di brand da Google AdWords a Google Ads. L’obiettivo è passare da un concetto di search advertising ad un concetto più allargato di adverting che comprende, oltre naturalmente il motore di ricerca, tutto ciò che può vedere un utente che ha espresso un interesse in fase di ricerca.

Responsive Search Ads (annunci adattabili): basterà fornire a Google 15 titoli (headlines) e 4 righe di descrizione (description) e l’algoritmo di Google combinerà 3 headlines e 2 description con l’obiettivo di ottimizzare budget, click e conversions. Google afferma che usando il machine learning si possono ottenere fino al 15% di click in più. La novità è prevista già nei prossimi mesi per quanto riguarda gli account in lingua inglese e durante il Q4 per tutti gli altri.

Maximize lift: il machine learning migliorerà l’offerta pubblicitaria di YouTube con l’obiettivo di mostrare gli annunci video alle persone giuste nel momento giusto. Quindi l’ottimizzazione sarà effettuata non solo sulle impression, ma su KPI più performanti. Sarà disponibile entro fine anno.

Improve Page Speed Score: punteggio da 1 a 10 che si aggiorna giornalmente basato su fattori come la velocità di caricamento del sito, quindi si avvantaggeranno i siti AMP, il Conversion Rate o la probabilità di conversione. Sarà disponibile a breve nei report Ads.

Cross Device Reporting & Remarketing: report che permette di conoscere la customer journey dei nostri utenti che visitano più volte il sito. Rilascio previsto a breve.

Smart Campaign: campagne per PMI e piccoli business che non hanno un sito ma devono ottimizzare i propri annunci pubblicitari che rimandano ad esempio a pagine di Google Business con l’indirizzo dell’attività.

SmartShopping Campaigns: campagne che permettono di raggiungere obiettivi di revenue senza la necessità di gestire manualmente le offerte per singoli prodotti e keyword. Google, attraverso partnership, permetterà l’integrazione dei dati shopping delle varie piattaforme Ecommerce (esempio Shopify).

Local Campaigns: annuncio per chi genera business offline. Fornendo poche informazioni come punto di vendita e creatività, Google ottimizzerà gli annunci sulle diverse piattaforme con l’obiettivo di aumentare il traffico in negozio. Sarà disponibile nei prossimi mesi.

Hotel Campaigns: miglioreranno ulteriormente gli annunci pubblicitari per generare maggiori prenotazioni online.

Google Marketing Platform: è stato presentato il pannello Integration Center per la connessione dei vari tools della piattaforma: Google Analytics 360, Optimize 360, Google Tag Manager 360, DataStudio 360 e Survey 360 assieme a Search Ads 360 (ex DS) e Display e Video 360 (ex DBM).

brand value 2018Secondo Forbes, i 100 marchi più preziosi del mondo valgono $ 2,15 trilioni.

Diamo un'occhiata ai marchi in base al valore del singolo marchio, nonché ordinati per settore pertinente.

L'infografica di oggi ci viene da HowMuch.net e mostra i 100 marchi più preziosi del mondo, secondo le recenti classifiche di Forbes.

Ecco i marchi con il valore più valutato, insieme al loro cambio di un anno e all'industria.

Apple rimane il marchio più prezioso del mondo a 182,8 miliardi di dollari, ma ci sono altre quattro aziende tecnologiche che stanno aumentando il valore del marchio a un ritmo rapido.

Google (+ 30%), Microsoft (+ 21%), Facebook (+ 29%) e Amazon (31%) stanno guadagnando percentuali a due cifre. A questo punto, ognuno ha superato Coca-Cola, il marchio non tecnologico di più alto rango nella Top 10 a 57,3 miliardi di dollari.

I primi cinque marchi citati sono tutti incentrati sulla tecnologia, ma è importante riconoscere che è la tendenza degli ultimi anni.

Nell'ultimo decennio, i marchi tecnologici hanno conquistato i consumatori rendendo il settore dominante sia in termini di quantità di marchi (20%) sia di valore totale del marchio (41%) nella lista dei marchi più preziosi di Forbes 100.

Nel frattempo, i settori che tradizionalmente fanno affidamento su una grande quantità di pubblicità - come i beni di consumo confezionati e la vendita al dettaglio - sono solo 20 marchi. Il marchio più alto in queste categorie è Walmart al 26 ° posto con un valore del marchio di 24,9 miliardi di dollari, che rappresenta circa 1/3 del valore del marchio del concorrente online Amazon.

facebook f8 2018Il colosso di Menlo Park reagisce all'annus horribilis rinnovando i suoi prodotti e tutelando la privacy.

Dating on Facebook

La sfida a Tinder, o forse più a Meetic, è stato il colpo di genio. Il momento in cui ci si è resi conto che Facebook non ha alcuna intenzione di soccombere sotto il peso delle polemiche. È vivo, le azioni continuano a crescere (mentre scriviamo mancano poco più di 10 dollari per tornare ai livelli pre-Cambridge Analytica) e vuole continuare a far fruttare il suo immenso patrimonio: i dati. Facebook sa tutto o quasi di 2,2 miliardi di persone. 200 milioni di queste, ha dichiarato Mark Zuckerberg dal palco del San Jose McEnery Convention Center durante il discorso di apertura di F8, l’annuale conferenza degli sviluppatori, si dicono single sul social. Perché non aiutarle a incontrarsi, in considerazione della mole di informazioni che si ha su di loro? Detto e (quasi) fatto. Entro l'anno cominceranno i test di Dating on Facebook, uno spazio della piattaforma dedicato agli incontri. «Storie importanti, non di una notte», ha ammonito Zuckerberg, mentre le azioni di Match Group, la società proprietaria di Tinder, crollavano di più del 10 per cento. Per trovare l'amore tra un Like e l'altro si dovrà aprire un profilo ad hoc solo con il proprio nome, e non il cognome. Lo vedranno solo gli altri utenti alla ricerca dell'anima gemella e non comparirà nel News Feed in alcun modo. Le persone interessanti andranno cercate in eventi e gruppi o fra le proposte di Facebook, che passa così dal «persone che potresti conoscere» al «persone di cui ti potresti innamorare». Per iniziare a parlare con qualcuno, su una chat separata da Messenger e WhatsApp e in cui si potranno mandare solo messaggi di testo, sarà necessario aver manifestato e ricevuto interesse. Sì, come su Tinder. 

 

Oculus Go

L'altro importante investimento di Menlo Park sul futuro è Oculus Go. Zuckerberg ha annunciato la disponibilità del visore a partire dal 1° maggio a 219 euro. Si tratta di una democratizzazione della realtà virtuale destinata a lasciare il segno nella corsa, auspicata da Zuck, al miliardo di utilizzatori. Oculus Go non ha bisogno di un costoso smartphone o di un potente computer per funzionare e non ha fastidiosi cavi. Basta aprilo e indossarlo per venire scaraventati in un mondo dalle svariate possibilità. Si può, ad esempio, passare del tempo con altre persone nelle Oculus Room, guardare concerti o partite con l'app Oculus Venus o immergersi in un film o in una serie tv grazie a Oculus Tv. Senza dimenticare i videogiochi. Parlando con gli investitori, dopo la presentazione della trimestrale, Zuckerberg si è detto convinto che puntare sull'hardware permetterà a Facebook di giocare la partita della realtà virtuale da protagonista, come non è invece avvenuto per le piattaforme mobili. Difficile immaginare un visore al posto di ogni smartphone. Ma con un prezzo così basso Oculus Go può davvero puntare a un pubblico più ampio, sia di utilizzatori sia di sviluppatori di app. 

 

Instagram

Instagram è il gioiellino di casa. Tante le novità che lo coinvolgono, a partire dalle videochiamate, tra due utenti o di gruppo, che saranno disponibili «presto» a livello globale. Come ha fatto notare su Twitter il guru del giornalismo tecnologico Walt Mossberg, con questa mossa Facebook spinge l'app fotografica anche come strumento di messaggistica senza, però, proteggere gli scambi con la crittografia, come invece fa WhatsApp e (in mondo più blando) Messenger. Ritoccata, inoltre la sezione Esplora, per permettere alle persone di muoversi fra diversi canali tematici e non solo fra le scelte di Instagram per scoprire nuovi account. Nelle prossime settimane, quando verrà attivata, sarà sufficiente far scorrere il polpastrello in orizzontale per navigare fra i canali e gli hashtag collegati. Attivo da subito, invece, il filtro anti bullismo per nascondere i commenti che contengono attacchi all'aspetto o al carattere di una persona o minacce al suo benessere o alla sua salute. Instagram interviene sui commenti offensivi e inutili (lo spam) dall'anno scorso, sia manualmente sia con l'aiuto dell'intelligenza artificiale, che valuta i  termini usati e il contesto. Ce n'è anche per le Storie, che secondo Zuckerberg stanno rubando tempo di navigazione ai flussi tradizionali: saranno aperte alle terze parti. Spotify, ad esempio, per condividere quello che si sta ascoltando, già da oggi, mercoledì 2 maggio. Oppure GoPro, che permetterà di usare i contenuti realizzati con il suo obiettivo. Menlo Park tiene a sottolineare come non sarà necessario agganciare il proprio profilo alle app terze per godere della novità che sbarcherà «presto» anche su Facebook. E ancora, su Instagram sbarca la realtà aumentata. Si potranno adottare filtri proposti dall'app o quelli visti nelle Storie degli altri utenti. Marchi e celebrità come Ariana Grande o l'Nba creeranno i loro. 

 

Messenger

Quella relativa alle traduzioni all'interno di Messenger è una delle novità più gustose. Se ne occuperà l'assistente M, partendo dai dialoghi tra gli utenti americani che scrivono in inglese e spagnolo su Marketplace.Il numero uno David Marcus ha inoltre strizzato l'occhio alle aziende, che su Messenger si scambiano già 8 miliardi di messaggi al mese con gli utenti, dando loro la possibilità  di creare esperienze di realtà aumentata interne alla app. Un marchio di scarpe, ad esempio, può invitare i suoi seguaci a esplorare l'ultimo modello senza uscire da Messenger. E poi proporre l'acquisto, pagamento compreso. Per ora è una beta limitata a un gruppo ristretto di marchi, ma l'intenzione è di allargare presto il test.  È invece essere imminente l'introduzione di un nuovo e più snello design di Messenger, che promette una maggiore velocità. Prevista anche la versione dark (come si vede nella foto).  

 

WhatsApp

Prima di tutti i numeri, spaventosi: 65 miliardi di messaggi processati al giorno e 450 milioni di utilizzatori quotidiani di WhatsApp Status, le Storie dell'app di messaggistica verde. La povera Snapchat, che ha inventato il formato, ha solo 191 milioni di utenti attivi al giorno.Poi, un applauso a Jan Koum, il cofondatore dell'applicazione che ha annunciato l'addio a Menlo Park poche ore prima di F8. Zuckerberg lo ha ringraziato dal palco, per poi intestarsi la decisione, fortemente voluta sia da Koum sia da Brian Acton, uscito da Facebook l'anno scorso, di crittografare tutti gli scambi. Il futuro di WhatsApp, a partire dai prossimi mesi, sarà caratterizzato dalle videochiamate di gruppo e dall'invio di sticker alternativi alla comunicazione testuale. Occhi, inoltre, puntati sulla versione Business, in cui sono attive 3 milioni di aziende e che è ancora gratuita. Il momento per monetizzare si sta avvicinando, e pare che l'addio di Koum sia dovuto proprio alle preoccupazioni sul rispetto della privacy degli utentidurante il nuovo corso e sulla possibilità di inserire la pubblicità nell'app. 

 

Privacy

L'imperativo, ormai da qualche settimana, è fornire agli utenti il completo controllo dei loro dati. Poco prima dell'apertura dei lavori di F8, Facebook ha ribadito quanto sia cruciale lanciando Clear History, strumento che consente di visualizzare ed eventualmente cancellare le informazioni relative alla navigazione su siti e applicazioni terze, usate per personalizzare i contenuti, soprattutto quelli pubblicitari. Chi non è iscritto a Facebook, nonostante possa essere tracciato al social, non sarà in grado di intervenire. 

 

 

 

Fonte: Corriere.it

 

 

 

50milalireLa lira italiana rinasce sotto forma di criptovaluta e torna a far sognare i nostalgici del vecchio conio. Tutti i dettagli, le caratteristiche e i modi per comprare ITC.

La lira italiana è rinata sotto forma di criptovaluta.

ITL “Italian Lira”: questo il nome del progetto che, tramite l’utilizzo della Blockchain di Ethereum, ha permesso di dar vita ad una nuova moneta digitale. Quest’ultima ha fatto breccia nel cuore dei nostalgici del vecchio conio, quelli che vedono nell’Euro una della principali cause di malessere economico-finanziario attuale.

La criptovaluta Lira Italiana (ITL) prende vita grazie ad un progetto italoamericano, al quale hanno collaborato però sviluppatori provenienti da 5 Paesi differenti. L’obiettivo? La nascita di un sistema di pagamento indipendente dai governi. Un nuova lira italiana, insomma, seppur più virtuale e svincolata dai regolatori nazionali.

Lira Italiana: dettagli e caratteristiche della criptovaluta

“Un’invenzione rivoluzionaria”: così viene definita ITL sul suo sito ufficiale. La criptovaluta, si legge ancora, è stata pensata per chi è alla ricerca di un futuro economico alternativo e chiaro.

Il progetto non ha previsto l’imposizione di commissioni o barriere nell’utilizzo di Lira Italiana, che ha fatto della decentralizzazione una delle sue caratteristiche principali, così come il resto delle criptovalute in circolazione.

“Crediamo che la strada decentralizzata sia la chiave del nostro futuro economico. È possibile e insieme possiamo riuscirci”, affermano gli sviluppatori.

Velocità, privacy e sicurezza sono le tre caratteristiche principali della criptovaluta. Con Lira Italiana è possibile effettuare transazioni di denaro in ogni parte del mondo, ma soprattutto nell’arco di pochissimi secondi grazie alla blockchain di Ethereum. Il token permette tra le altre cose di avere il controllo totale delle proprie informazioni finanziarie, il tutto in completa sicurezza.

La criptovaluta Lira Italiana potrà essere usata per ogni tipo di transazione. Sarà altresì svincolata dalle fluttuazioni dell’inflazione, poiché l’emissione dei token si fermerà a 100 miliardi di unità, introdotte sul mercato entro il 2032.

Come comprare Lira Italiana?

Numerose piattaforme di scambio hanno già aperto le porte alla criptovaluta ITL. Su questi exchange gli utenti saranno in grado di comprare e vendere token, nello stesso modo in cui si effettuano le transazioni in altre valute digitali. Stocks Exchange, Token Store, ForkDelta, EtherDelta: sono queste al momento le piattaforme dove comprare Lira Italiana.

ITL, criptovaluta dei nostalgici: le fasi del progetto

 Il progetto Lira Italiana è stato articolato in numerose fasi, ognuna delle quali parte integrante della catena di montaggio. La prima fase, già ultimata nel 2017, ha portato alla formazione del team di sviluppatori e alla creazione dei primi token ITL.

La seconda fase, già iniziata e incentrata sulla creazione del sito web, sul listing dei token creati e sulla loro vendita parziale. Poi, dal 2019, ci sarà la distribuzione ai clienti e ci si concentrerà sullo sviluppo di terminali POS per i pagamenti, oltre che sulla progettazione di soluzioni di scambio adatte anche ai telefoni cellulari.

Un progetto ambizioso, quello messo nero su bianco dal team, che non ha mancato di generare qualche perplessità. Non è la prima volta, si fa notare in Internet, che un progetto di ricostituzione del vecchio conio naufraga in un mercato digitale sempre più competitivo.

I già citati nostalgici, però, festeggerebbero a gran voce il successo della criptovaluta Lira Italiana. Soltanto il tempo, e l’interesse del mercato, ci diranno se ITL si configurerà come una rivelazione del panorama digitale.

 

 

fonte: Money.it

 

 

facebook introduces store sales optimization and other advertising enhancements for retailersFacebook introduce la Store Sale Optimization, cioè la possibilità di ottimizzare le proprie campagne per raggiungere le persone più propense a fare un acquisto in negozio.

Marketer, drizzate le orecchie! Con questa nuova modalità di ottimizzazione delle campagne, diminuisce il divario tra mondo online e offline e sarà più semplice per le aziende raggiungere l’obiettivo finale di aumentare gli acquisti in negozio.

ADV: trova cleinti su Facebook e incrementa le vendite

Come funziona Store Sale Optimization

Nel 2017 Facebook ha introdotto la possibilità di aumentare le visite nei negozi retail e di conseguenza le conversioni offline, grazie alla costruzione di un pubblico altamente profilato composto da un elenco di persone che hanno visitato negli ultimi 30 giorni il punto vendita di interesse.

I criteri di costruzione dell’audience dichiarati da Facebook sono:

  1. Posizione: in base alle impostazioni privacy sulla localizzazione, Facebook riesce ad individuare la posizione delle persone anche quando l’app Facebook è chiusa.
  2. Facebook Wi-Fi: attraverso la connessione al Wi-Fi e al Bluetooth dello store, la posizione della persona viene rintracciata in modo più accurato.
  3. Immagini del satellite dati sulla mappatura di terzi: serve per definire i confini dell’edificio in cui si trova il negozio.
  4. Filtraggio: serve per escludere le persone non clienti, ossia quelle che potrebbero essere dipendenti o persone di passaggio.

LEGGI ANCHE: Facebook: in arrivo il retargeting per chi ha visitato un negozio

Ora l’introduzione della Store Sale Optimization permette agli inserzionisti di utilizzare i propri dati offline per promuovere le vendite in negozio, costruendo delle audience di persone più propense a fare acquisti offline, anche se non sono mai entrare nel negozio di riferimento.

Facebook mette quindi a disposizione degli advertiser un pubblico propenso ad acquistare in negozi simili, partendo dagli acquisti fatti all’interno di uno store fisico simile al nostro. Una sorta di lookalike audience (pubblici simili) profilata sulle conversione offline.

 

Online e offline, cambia solo dove si converte

A detta di Facebook, i brand che hanno testato questa nuova ottimizzazione delle vendite in negozio, hanno già visto la sua capacità di generare risultati. Michael Kors, noto brand di abbigliamento e accessori, ha utilizzato l’ottimizzazione delle vendite dei negozi con la sua recente campagna video su Instagram e ha registrato un aumento dell’11% nelle vendite in negozio.

In un mondo sempre più integrato, continuare a parlare di online e offline serve solo per differenziare il luogo della conversione. Come dichiara la stessa Facebook, oggi il 90% della popolazione americana converte l’acquisto offline, all’interno di negozi al dettaglio, prima però si informa online, leggendo recensioni e guardando contenuti inerenti al prodotto.

Non ci resta quindi che analizzare con sempre più attenzione i numeri che arrivano dal mondo del retail per capire come integrarli con i numeri del digital. Con una strategia orientata verso la raccolta e l’analisi dei big data, sarà più facile individuare le persone davvero interessate alla comunicazioni e di conseguenza indirizzare le scelte di business verso il raggiungimento delle conversioni.

 

fonte: Wired