Facebook 3DFacebook ha annunciato la possibilità di postare foto 3D per tutti, realizzabili direttamente dallo smartphone ma solo con le foto in modalità ritratto.
Sul portale dedicato alla realtà virtuale Facebook ha annunciato la possibilità di postare le cosiddette foto 3D. A differenza di come vengono chiamate, in realtà non si tratta di foto in un “vero” 3D, insomma non si potrà vedere il soggetto da ogni angolazione, ma semplicemente si potranno “muovere” spostando leggermente lo smartphone o il puntatore del mouse per avere la sensazione di osservare una maggiore profondità di campo.  Le foto sono visualizzatili sull’app, da PC o con visori VR come Oculus Go. Ci sono però delle limitazioni.

Innanzitutto lo scatto deve essere in modalità ritratto e deve essere catturato con uno smartphone che dispone almeno di due fotocamere. In questo modo le immagini catturate, grazie all’intelligenza artificiale di Facebook, mantengono una netta separazione tra i soggetti in primo piano, secondo piano e sfondo. L’IA parte dalla foto e “disegna” le parti dell’immagine che la camera dello smartphone non mostra.

Scorrendo il feed di Facebook si noteranno foto un po’ diverse: se si inclina lo smartphone si vede nelle immagini il cosiddetto effetto parallasse, che dona alla foto più profondità. Ecco un esempio pratico scattata dallo sviluppatore Leonardo Pirro con iPhone X.

 

Come creare foto in 3D su Facebook

Pare che il rollout di questa funzione stia procedendo in maniera graduale, quindi prima o poi tutti la vedranno comparire tra la lista di attività. Bisognerà quindi rispettare alcuni requisiti per creare foto in 3D su Facebook:

- Scattare innanzitutto una foto in modalità ritratto, ma lo smartphone deve essere un dual camera

- Creare un nuovo post su Facebook

- Da oggi si dovrebbe trovare la voce Foto 3D nella lista delle attività, sticker ecc.


Basterà scegliere la foto e condividerla

 

 

 

Google Plus chiude per un bug che ha esposto i dati di centinaia di migliaia di utenti e che secondo, il Wall Street Journal, all’azienda era noto da mesi.

Google Plus, lo snobbatissimo social network aperto da Google ormai nel 2011, sta chiudendo i battenti. Lo ha annunciato la casa di Mountain View in queste ore, in una comunicazione che arriva in conseguenza a un’altra vicenda: la scoperta di una vulnerabilità all’interno della piattaforma, che aveva il potenziale per esporre al furto i dettagli riservati di fino a 500mila utenti.

La versione del social dedicata al grande pubblico sparirà, mentre quella riservata alle aziende rimarrà online. La comunicazione di Google però non è giunta in modo esattamente spontaneo. È stato infatti il Wall Street Journal a raccontare per primo della vulnerabilità in Google Plus, un bug che secondo la testata era noto Google almeno dal mese di marzo.

Il reportage racconta infatti di un documento interno a Google nel quale già allora i dirigenti del gruppo venivano avvertiti del rischio di un pericoloso danno di immagine conseguente alla diffusione della notizia in quel periodo. Marzo 2018 era il periodo immediatamente successivo allo scandalo Cambridge Analytica, che ha investito Facebook e i 87 milioni di utenti coinvolti dall’operazione, e nel memo si ipotizza che in un clima del genere Google sarebbe potuta finire nello stesso calderone, con il rischio concreto che il numero uno di Google, Sundar Pichai, dovesse raccontare la sua versione dei fatti di fronte al Congresso degli Stati Uniti come fece Mark Zuckerberg tempo fa per difendere il suo social network.

Secondo un portavoce di Google, la società aveva in programma di fare mea culpa spontaneamente già questa settimana, ma il lavoro del Wall Street Journal ha evidentemente accelerato i tempi.

 

 

 

fonte: Wired

 

 

 

innovationLa Regione Campania, in attuazione del POR Campania FESR 2014-2020 ed in linea con l’obiettivo prioritario di favorire lo sviluppo tecnologico delle PMI Campane, disciplina la concessione di contributi alle Micro e PMI per la realizzazione di piani di investimento aziendali per l’attuazione di processi di innovazione.
Possono presentare richiesta :
- Le Micro e Pmi residenti nella Regione Campania, anche in forma di consorzio;
- Le Reti di Micro, di Piccole e di Medie Imprese (almeno tre) che intendano realizzare un progetto di Rete;
Sono ammissibili esclusivamente i Piani di investimento aziendale con un importo uguale o superiore di euro:
- € 50.000,00 per le Domande presentate dalle MPMI, dai Consorzi, dalle società Consortili e dalle Reti-Soggetto;
- € 150.000,00 per le Domande presentate dalle Reti – Contratto;
L’intensità massima di aiuto concedibile è del 70% delle spese effettuate fino ad un importo massimo di:
- 150.000,00 per le MPMI, Consorzi, Società Consortili e Reti Soggetto;
- 750.000,00 per le Reti Contratto (almeno 150mila per ogni MPMI)
Possono essere presentati piani di Investimento per interventi di: adozione e/o potenziamento di servizi di e-commerce, creazione di processi produttivi di ingegnerizzazione, sviluppo di soluzioni ICT, implementazione di tecnologie open source, sviluppo di sistemi di sicurezza informatica.
Le domande vanno presentate esclusivamente attraverso il canale messo a disposizione dalla Regione Campania entro il 30 Ottobre 2018 e la modalità di concessione del contributo è valutativa e a sportello.
Contattaci per maggiori informazioni

internazionalizzazioneL’Avviso è finalizzato a sostenere il processo di internazionalizzazione del sistema produttivo regionale, attraverso la concessione di agevolazioni, sotto forma di contributi in conto capitale, per Programmi di internazionalizzazione realizzati da Micro e PMI, in forma singola o associata, rappresentative dei comparti e settori regionali, prioritariamente quelli ricadenti nelle aree della RIS3 Campania e quelli individuati nel Patto per lo sviluppo della Campania, riportati nel Piano strategico regionale per l’Internazionalizzazione.

Destinatari sono le MPMI, (inclusi i liberi professionisti), in forma singola o associata in Reti di imprese con personalità giuridica (Reti-soggetto), Reti di imprese senza personalità giuridica (Reti-contratto), Consorzi, Società Consortili, che, al momento della presentazione della domanda di accesso all’agevolazione, siano in possesso dei requisiti di ammissibilità specificati nell’Avviso.

Sono agevolabili Programmi di Internazionalizzazione che illustrino la strategia della singola impresa ovvero, nel caso di Aggregazioni Temporanee, anche la strategia dell’intera Aggregazione, rispetto all’apertura verso uno o più mercati esteri, specificando nel dettaglio le modalità realizzative, finanziarie e gestionali dell’intervento, nonchè prevedendo un programma di utilizzo dei risultati, che garantisca il pieno conseguimento degli obiettivi prefissati.
In coerenza con la succitata strategia, i Programmi di Internazionalizzazione devono prevedere la realizzazione di interventi ricompresi nelle tipologie di seguito indicate:
a. Partecipazione a fiere e saloni internazionali;
b. Incoming di operatori esteri presso la sede campana dell’impresa;
c. Incontri bilaterali tra operatori italiani ed operatori esteri, workshop e seminari all’estero o in Italia;
d. Utilizzo temporaneo (massimo 12 mesi) di uffici e/o sale espositive all’estero;
e. Azioni di comunicazione;
f. Supporto specialistico.

L’agevolazione è concessa ai sensi del Regolamento de minimis e consiste in una sovvenzione commisurata alle spese ammissibili, secondo quanto di seguito indicato:
• Progetti presentati da MPMI in forma singola: Sovvenzione pari al 70% delle spese ammesse e comunque nella misura massima di Euro 150.000,00;
• Progetti presentati da Aggregazioni Temporanee (Reti-contratto): Sovvenzione pari al 70% delle spese ammesse e comunque nella misura massima di Euro 150.000,00 per singola MPMI aderente e di Euro 500.000,00 per l’intero Programma di Internazionalizzazione.

L’ammissione all’agevolazione avviene sulla base di una procedura valutativa a sportello, secondo quanto previsto dall’art. 5 comma 3 del D.Lgs. n. 123/98.
La procedura relativa alla concessione dell’agevolazione si articola in 3 fasi:
• Presentazione della domanda di accesso all’agevolazione;
• Istruttoria di ammissibilità/valutazione;
• Approvazione della domanda e concessione dell’agevolazione.

La presentazione della domanda di accesso all’agevolazione deve avvenire, pena l’invalidità della domanda stessa, esclusivamente in via telematica, utilizzando l’apposita piattaforma web, secondo le modalità indicate nel Decreto Dirigenziale con cui si provvederà all’approvazione della modulistica.Per la presentazione della domanda bisogna quindi attendere il decreto che approva la modulistica.

Per parteciapre, contattaci

google adsGoogle ha presentato le novità sui propri prodotti di advertising. Già qualche giorno fa Google aveva presentato le novità sulla propria offerta di tool pubblicitari.

Per Google il machine learning e quindi l’intelligenza artificiale sarà il futuro del mondo pubblicitario.

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Queste le novità.

Google Ads: è stato confermato il cambio di brand da Google AdWords a Google Ads. L’obiettivo è passare da un concetto di search advertising ad un concetto più allargato di adverting che comprende, oltre naturalmente il motore di ricerca, tutto ciò che può vedere un utente che ha espresso un interesse in fase di ricerca.

Responsive Search Ads (annunci adattabili): basterà fornire a Google 15 titoli (headlines) e 4 righe di descrizione (description) e l’algoritmo di Google combinerà 3 headlines e 2 description con l’obiettivo di ottimizzare budget, click e conversions. Google afferma che usando il machine learning si possono ottenere fino al 15% di click in più. La novità è prevista già nei prossimi mesi per quanto riguarda gli account in lingua inglese e durante il Q4 per tutti gli altri.

Maximize lift: il machine learning migliorerà l’offerta pubblicitaria di YouTube con l’obiettivo di mostrare gli annunci video alle persone giuste nel momento giusto. Quindi l’ottimizzazione sarà effettuata non solo sulle impression, ma su KPI più performanti. Sarà disponibile entro fine anno.

Improve Page Speed Score: punteggio da 1 a 10 che si aggiorna giornalmente basato su fattori come la velocità di caricamento del sito, quindi si avvantaggeranno i siti AMP, il Conversion Rate o la probabilità di conversione. Sarà disponibile a breve nei report Ads.

Cross Device Reporting & Remarketing: report che permette di conoscere la customer journey dei nostri utenti che visitano più volte il sito. Rilascio previsto a breve.

Smart Campaign: campagne per PMI e piccoli business che non hanno un sito ma devono ottimizzare i propri annunci pubblicitari che rimandano ad esempio a pagine di Google Business con l’indirizzo dell’attività.

SmartShopping Campaigns: campagne che permettono di raggiungere obiettivi di revenue senza la necessità di gestire manualmente le offerte per singoli prodotti e keyword. Google, attraverso partnership, permetterà l’integrazione dei dati shopping delle varie piattaforme Ecommerce (esempio Shopify).

Local Campaigns: annuncio per chi genera business offline. Fornendo poche informazioni come punto di vendita e creatività, Google ottimizzerà gli annunci sulle diverse piattaforme con l’obiettivo di aumentare il traffico in negozio. Sarà disponibile nei prossimi mesi.

Hotel Campaigns: miglioreranno ulteriormente gli annunci pubblicitari per generare maggiori prenotazioni online.

Google Marketing Platform: è stato presentato il pannello Integration Center per la connessione dei vari tools della piattaforma: Google Analytics 360, Optimize 360, Google Tag Manager 360, DataStudio 360 e Survey 360 assieme a Search Ads 360 (ex DS) e Display e Video 360 (ex DBM).

brand value 2018Secondo Forbes, i 100 marchi più preziosi del mondo valgono $ 2,15 trilioni.

Diamo un'occhiata ai marchi in base al valore del singolo marchio, nonché ordinati per settore pertinente.

L'infografica di oggi ci viene da HowMuch.net e mostra i 100 marchi più preziosi del mondo, secondo le recenti classifiche di Forbes.

Ecco i marchi con il valore più valutato, insieme al loro cambio di un anno e all'industria.

Apple rimane il marchio più prezioso del mondo a 182,8 miliardi di dollari, ma ci sono altre quattro aziende tecnologiche che stanno aumentando il valore del marchio a un ritmo rapido.

Google (+ 30%), Microsoft (+ 21%), Facebook (+ 29%) e Amazon (31%) stanno guadagnando percentuali a due cifre. A questo punto, ognuno ha superato Coca-Cola, il marchio non tecnologico di più alto rango nella Top 10 a 57,3 miliardi di dollari.

I primi cinque marchi citati sono tutti incentrati sulla tecnologia, ma è importante riconoscere che è la tendenza degli ultimi anni.

Nell'ultimo decennio, i marchi tecnologici hanno conquistato i consumatori rendendo il settore dominante sia in termini di quantità di marchi (20%) sia di valore totale del marchio (41%) nella lista dei marchi più preziosi di Forbes 100.

Nel frattempo, i settori che tradizionalmente fanno affidamento su una grande quantità di pubblicità - come i beni di consumo confezionati e la vendita al dettaglio - sono solo 20 marchi. Il marchio più alto in queste categorie è Walmart al 26 ° posto con un valore del marchio di 24,9 miliardi di dollari, che rappresenta circa 1/3 del valore del marchio del concorrente online Amazon.