exit«Molte delle innovazioni che hanno cambiato il nostro quotidiano all’inizio sembravano follie». L’inventore del primo internet browser Marc Andreessen lo ripete spesso, soprattutto oggi che di mestiere finanzia attraverso il suo fondo le startup più innovative del mondo. Fu lui a coniare la categoria “game changer” ovvero quelle aziende capaci di cambiare le regole del gioco di un’industria, di un settore, capaci insomma di creare una nuova economia. Come è stato iPhone per il mercato delle app, o Tesla per l’automotive. Cb Insight, uno degli osservatori più attenti al mercato delle startup innovative, ha appena pubblicato Game Changing Startups 2018, con una lista di trenta “giocatori” che promettono di diventare famose.

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I settori da cui provengono hanno confini ancora non definiti. Neurotechnology, Regenerative Medicine, Synthetic Animal Products, Synthetic Agriculture, AI Chips, Massive Simulations, Intelligent Public Safety, Autonomous Construction, Rocket Launchers ed Extreme Logistics. Dentro queste “scatole” ci sono nuove promesse innescate dalle più avanzate innovazioni ma anche la convergenza di tecnologie mature pronte a generare prodotti e servizi per il mercato. C’è anche un po’ di marketing e qualche attesa di business fuori tempo massimo di scoperte datate. Come nel caso della medicina rigenerativa che ormai da alcuni anni vorrebbe passare alla produzione industriale attraverso le stampanti 3D di organi e tessuti biologici. O quell’insieme di tecnologie per monitorare le onde celebrali che potrebbero essere utilizzate per intervenire su alcune patologie neurologiche. Per capirci meglio: i dispositivi per leggere a basso prezzo alcune attività del cervello ci sono manca però ancora una validazione scientifica per le terapie. Neuropace, per esempio, ha realizzato un impianto chiamato Rns che rileva i pattern celebrali che anticipano i fenomeni epilettici. In dieci anni hanno raccolto la bellezza di 164 milioni di dollari. Ma resta ancora una promessa milionaria. Va detto che queste aziende sono “geneticamente” diverse dalle altre. Guardano a business che si poggiano su pochi numeri certi, su mercati che ancora non esistono e offrono soluzioni che spesso precorrono i tempi. Come nel caso di Menphis Meat. Sono tra i primi a sperimentare la carne sintetica attraverso la coltura di cellule staminali. L’adozione di questa tecnologia su larga scala avrebbe un impatto straordinario anche sulle emissioni di CO2, oltre a rappresentare una alternativa ai costosissimi produttori di carne animale.
La produzione di cibo è in qualche modo al centro anche delle nuove tecniche di agricolutura sintentica. Indigo Agriculture sta sviluppando soluzioni di microoorganismi in grado di potenziare e proteggere le coltivazioni. Le ricadute si possono misurare dagli investimenti raccolti in soli tre anni: 319 milioni di dollari.
Potrebbero valere oro anche le startup che lavorano sui chip legati all’intelligenza artificiale. Se è vero che quella dell’Ia è la frontiera che l’anno scorso ha generato più entusiamo e raccolto più capitali da parte dei venture capital, i piccoli che studiano il machine learning e l’hardware delle reti neurali dovranno scontrarsi con la ricerca e sviluppo dei colossi dell’elettronica di consumo che non intendono dare spazio a nuovi giocatori. Su questa frontiera dell’automazione dei processi si aprono nuove praterie come quella dell’edilizia e delle costruzioni (macchine che compiono operazioni (ripetitive) in autonomia). Un esempio? Built Robotics utilizza alcune tecnologie della guida assistita per lavorare in cantiere.
Viste dall’alto queste innovazioni sono evoluzioni dell’intelligenza artificiale, della medicina personalizzata e della corsa allo Spazio low cost e quindi di business che in parte abbiamo conosciuto quest’anno. Misurarli non è semplice. Sappiamo che il venture capital quest’anno ha investito nelle startup 40 miliardi di dollari nel terzo trimestre. Oltre 100 miliardi da inizio anno. Sappiamo che l’Europa cresce più degli Stati Uniti e le startup euroopee quest’anno hanno raccolto la cifra record di 19 miliardi di euro. E che nel 2017 la protagonista è stata l’intelligenza artificiale, non solo a livello mediatico. Quello che non sappiamo o che i numeri non riescono a descrivere sono le vere innovazioni del 2018. Le innovazioni vere, quelle che creano i mercati, non sono ma previste dai numeri.

 

 

fonte: IlSole24Ore

 

 

Migliori Innovazioni Jibo 1000x600Dal riconoscimento facciale del nuovo iPhone X all'ascensore che si muove (anche) in orizzontale: uno sguardo alle tecnologie più promettenti apparse quest'anno

Fine anno tempo di bilanci anche in campo tecnologico. Le novità hi-tech del 2017 sono state tante e variegate. E in alcuni casi anche davvero rivoluzionarie.

Dopo avervele raccontate nel dettaglio, proviamo ora a selezionare le migliori: le innovazioni che - in un modo o nell’altro - potrebbero cambiarci la vita. O quantomeno migliorarcela.

 

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Il robot empatico

Nella storia della robotica di consumo mancava un “soggetto" in grado di allacciare una relazione più stabile, e credibile, con l'uomo. A colmare questo vuoto ci hanno pensato gli americani di Cynthia Breazeal, con un piccolo automa che a dispetto delle sembianze davvero minimali è forse quanto di più sofisticato questo settore abbia mai partorito a livello commerciale. Jibo, questo il nome del robottino, può scattare foto, effettuare videochiamate, leggere e inviare messaggi e ricordarci un appuntamento. Ma soprattutto può interagire con i componenti della famiglia. Che non significa solo riconoscerli (grazie a due fotocamere ad alta risoluzione e a un microfono con rilevazione sonora a 360 gradi) ma anche imparare gusti e abitudini delle persone e utilizzare un tono di voce appropriato all’interlocutore o al ruolo che gli viene chiesto di assumere. Il gigantesco occhio centrale può cambiare forma, colore o trasformarsi all'occorrenza in un’emoticon, per comunicare emozioni.

 

Gli occhiali che donano la vista (a chi non ce l’ha)

Di visori, in questi anni, ne abbiamo visti davvero parecchi. Nessuno però, prima di eSight, si era mai calato nei panni dei non vedenti, forse la categoria di utenti che più di tutti ha bisogno di un supporto di questo tipo per vivere meglio. Stiamo parlando di un dispositivo basato su una telecamera ad alta velocità e ad alta definizione che cattura tutto ciò che l'utente sta guardando per poi proiettarlo davanti ai suoi occhi attraverso due schermi OLED. L'ultima versione del visore (eSight 3, in vendita a una cifra di circa 10.000 dollari) sfrutta l'ingrandimento, il contrasto e gli algoritmi proprietari per rendere l'immagine più visibile, permettendo ai non vedenti di partecipare a una serie di attività, inclusi gli sport, altrimenti non praticabili. La presenza di una funzionalità brevettata (Bioptic Tilt), consente di regolare il dispositivo in base a due posizioni predefinite per offire la migliore visione del video massimizzando al contempo la visione periferica laterale.

 

L’ascensore che si sposta in tutte le direzioni

Per salire e scendere, ma anche spostarsi in laterale. Multi, il nuovo ascensore del colosso dell'acciaio Thyssenkrupp punta a rivoluzionare gli spostamenti negli ambienti indoor utilizzando la stessa tecnologia (la levitazione magnetica) oggi impiegata nei treni ad alta velocità. Le cabine dell'ascensore possono viaggiare in più direzioni e persino passare da un edificio all’altro. Caratteristiche che, come spiegano i responsabili dell’azienda tedesca,  potrebbero non solo ridurre i tempi di attesa, ma anche "cambiare il modo in cui gli edifici vengono costruiti". Il debutto commerciale di questa tecnologia è atteso entro il 2021.

 

Un telefono che ti riconosce al primo sguardo

Non è solo l’iPhone più costoso di sempre, nonché il primo sprovvisto di tasto home. L’iPhone X è soprattutto il primo smartphone a utilizzare un sistema di riconoscimento facciale davvero efficace. Si chiama Face ID e si basa su una tecnologia - TrueDepth Camera - creata in collaborazione con LinX, società israeliana acquisita da Apple qualche anno fa proprio per rivoluzionare lo sblocco e, più in generale, la sicurezza dei suoi telefonini. TrueDepth camera si compone di tre elementi chiave, situati tutti in prossimità della fotocamera anteriore: un proiettore di punti, una fotocamera a infrarossi e un illuminatore. Il proiettore provvede a definire geometricamente i lineamenti dell’utente creando una mappa di più di 30.000 punti proiettati sul volto, una sorta di maschera virtuale che viene poi riconopsciuta dalla fotocamera a infrarossi per sbloccare l’iPhone. La probabilità di errore è di 1 su un milione, ha dichiarato il produttore, circa 20 volte meno quella registrata su un comune lettore di impronte digital.

 

La scarpa (stampata) su misura

C’è chi la considera solo un’altra trovata di marketing e chi invece ne parla già come il futuro della sartoria. Di sicuro, l’idea di utilizzare la stampa 3D per creare capi di abbigliamento personalizzati ha tutte le carte in regola per sfondare e modificare i nostri comportamenti d’acquisto. Fra i primi embrioni di una possibile nuova generazione di capi su misura bisogna senz'altro citare Futurecraft 4D, una scarpa realizzata da Adidas grazie a un particolare processo produttivo - denominato Light Digital Synthesis - che sfrutta lampi luminosi per trasformare la resina dallo stato liquido allo stato solido. Al momento il processo si concentra su una particolare intersuola sviluppata mettendo a sistema i dati degli ultimi 17 anni provenienti dai più grandi atleti di tutto il mondo. Ma visto il vantaggio che questa tecnologia può portare in dote dal punto di vista dei tempi di sviluppo e produzione, c’è già chi ipotizza una scarpa da corsa realizzata davvero su misura, specifica per la conformazione del piede dell’atleta, del terreno e della specialità.

 

La supercar è elettrica. Ed è (quasi) per tutti

Il 2017 è stato l’anno che ha segnato l'avvio alla commercializzazione della Tesla Model 3, la prima supercar elettrica a un costo accessibile. Per la “modica” cifra di 35.000 dollari, la società americana offre una vettura che viaggia senza combustibile fossile, accelerando da 0 a 100 in meno di 6 secondi e con un’autonomia dichiarata fino a 350 km. Secondo gli ultimi dati, le ordinazioni della Model 3 - quasi 2000 al giorno - sarebbero più alte della capacità di Tesla di evaderli. Tuttavia, ci ha tenuto precisare il patron di Tesla, Elon Musk, la produzione è stata tarata per aumentare in maniera progressiva fino a raggiungere il pieno regime. 

 

L’incubatrice da polso

Il mantenimento del calore corporeo è fondamentale per ogni nascituro, ancor di più per bimbi nati prematuri. A supporto di tutte le aree del mondo nelle quali le strutture ospedaliere sono carenti, sia nel numero che nelle risorse, Bempu ha creato un braccialetto intelligente dal costo molto contenuto (meno di 30 dollari) che si adatta al polso di un neonato e ne monitora in continuo la temperatura corporea. Bempu suona come un allarme e lampeggia in arancione se il bambino è troppo freddo, cosicché la mamma possa fasciarlo o riscaldarlo opportunamente, ed evitare quindi che vada in ipotermia. Secondo quanto rivelato dal Times, il dispositivo ha già aiutato circa 10.000 neonati, soprattutto in India e in altri paesi in via di sviluppo, e ha da poco ricevuto una sovvenzione di 2 milioni di dollari da Saving Lives at Birth per aumentare la distribuzione nel mondo.

 

Il drone diventa tascabile (e si candida a soppiantare i selfie)

Che i droni siano destinati ad avere un ruolo importante nel nostro futuro lo diciamo da tempo. Meno scontato che questi apparecchi siano già pronti ad entrare nel nostro paniere tecnologico quotidiano, per necessità o diletto. DJI, forse la società che sta invenstendo di più nello sviluppo commerciale di questi mezzi, ha lanciato quest’anno il suo primo drone tascabile, il nuovo Spark, un quadricottero che nonostante le dimensioni davvero contenute, racchiude al suo interno tutta una serie di tecnologie allo stato dell’arte: una fotocamera stabilizzata su due assi, un  ricevitore satellitare a due bande (GPS e Glonass), un sistema di posizionamento visivo rivolto verso il basso (che funziona anche in assenza di Gps), un sensore a infrarossi in grado di vedere (ed evitare) gli ostacoli, sia di giorno che di notte. Il risultato è un oggetto volante in grado di librarsi fino a 30 metri di altezza, rilevando ostacoli fino a 5 metri di distanza. Il controllo può avvenire in vari modi: si può decidere di utilizzare il classico controller, l’app per la guida da smartphone o tablet, oppure - e qui sta la vera novità - il movimento delle mani. Spark è infatti in grado di riconoscere alcune gesture umane e trasformarle in comandi: si va dal decollo, alle foto, fino all’atterraggio sul palmo di una mano.

 

 

Fonte: Panorama

 

 

auguri 2018Il Capodanno 2018 è alle porte, fai ridere amici e parenti augurando "buon anno e buone feste" con le frasi, le immagini (e anche qualche gif) tra le più divertenti e originali che abbiamo scovato curiosando qua e là sul web. Per Whatsapp, sms, Facebook, o magari da dire a voce: Tra fuochi d'artificio, cotechino, lenticchie e brindisi (spumante o champagne che sia), siamo tutti pronti a festeggiare l'arrivo del 2018 e a salutare il 2017 con una notte di San Silvestro degna di questo nome. C'è chi lascerà l'anno appena trascorso con nostalgia, chi invece con sollievo. Ma chi ha detto che gli auguri di buon anno devono per forza essere formali, noiosi e scontati? Quel che manca è solo qualche perla di saggezza e ironia da sfoderare per stupire amici e parenti. Grazie a questi auguri irriverenti e spiritosi potrete sorprendere e, magari, rubare un sorriso alle persone a voi care. 

 - Un ottimista sta in piedi fino a mezzanotte per vedere l’anno nuovo. Un pessimista sta in piedi fino a mezzanotte per essere sicuro che l’anno vecchio sia passato. Auguri, indipendentemente dalla tua posizione. 
(Bill Vaughan)

- Al 2017 invidio il fatto che potrà andare in pensione dopo soli 12 mesi. Auguri a tutti i lavoratori!
(anonimo)

 - Ti auguro di trascorrere con gioia il 31 dicembre: Giornata Mondiale del “Che cosa fai tu stasera?”
(Romain Cheylan)

- E così eccoci all’ultimo dell’anno, tanti auguri!… Un altro anno se ne è andato e cosa ho realizzato quest’anno che non abbia realizzato gli anni passati? Nulla! Che coerenza, eh?
(Peanuts, Charles M. Schulz)

- Sono così sfortunato che se faccio il trenino di capodanno sale il controllore e trenitalia lo sposta al 2 gennaio scusandosi per il disagio. Auguri!
(Twitter)

 - Buoni propositi per 2018: raggiungere obbiettivi del 2017, che dovevo compiere nel 2016, che avevo promesso nel 2015 e pianificato nel 2014.
(Anonimo)

- Il comportamento giusto per tutto il periodo delle feste è quello di essere ubriaco. Tale stato culmina nel Capodanno quando sei così ubriaco da baciare la donna che hai sposato. Auguri!

(P. J. O’Rourke)

- Quest'anno ti ho stuzzicato, importunato, irritato, annoiato, disturbato ed esasperato, ti prometto che nel 2018...ho intenzione di continuare. Auguri!
(Anonimo)

- FlecieAnonNouov! Scusa, per colpa della crisi gli auguri li ho dovuti comprare online! Te li monti tu quanto hai tempo!
(anonimo)

- La vita è come una commedia, non importa quanto è lunga, ma come è recitata. Che questo anno sia uno tra gli atti più belli della tua sceneggiatura
(Seneca)

- Rendi la tua piazza più bella per Capodanno: resta a casa! Tanti auguri amico mio.
(Twitter)

-  Le donne si esaltano sempre un po' di più degli uomini a Capodanno. Per noi donne è una scusa ubriacarci, fare promesse che non manterremo e iniziare ad infrangerle la mattina dopo. Per gli uomi questo è solo il copione di un appuntamento qualunque.
(Jay Leno)

- Essere giovani è quando ti è 'permesso' stare alzato fino a tardi per festeggiare il Capodanno. Essere adulti è quando sei obbligato a farlo.
(Bill Vaughan)

- Sono stufo di illudermi ogni anno con la pace, la serenità, la gioia, l’amore e la salute, per quest’anno chiedo a tutti voi maggiore concretezza. Per il 2018 sono graditissimi assegni, contanti o monete sonanti. Grazie e se avete bisogno dell’Iban, non esitate a chiederlo. Auguri!
(anonimo) 

- Con quale proposito entro nell'anno nuovo? Con il desiderio di essere risparmiato da domande del genere.
(Karl Kraus)

- Ecco il tuo oroscopo per il nuovo anno. Salute: gli astri ti sorridono. Lavoro: gli astri ti sorridono. Amore: gli astri si stanno piegando dalle risate!  Buon anno!
(anonimo)

 

 

fonte: Quotiniano.net

 

 

font apple“Il testo è dappertutto. La tipografia è una cosa della quale non ti accorgi, ma che c’è e condiziona la fruizione del testo, nelle insegne dei negozi, nelle etichette degli oggetti. I font rendono il testo possibile”. Non a caso Antonio Cavedoni di mestiere fa il disegnatore di caratteri tipografici, o type designer, e quella che era una passione per un programmatore di Sassuolo è via via diventata un percorso professionale.

Cavedoni ha lasciato nel 2008 il proprio studio, Bunker, creato con amici, per studiare typeface design all’Università di Reading per quello che doveva essere un anno sabbatico. A tre mesi dal suo arrivo a Reading gli viene proposto un internship alla Apple, nel team software che si occupa dei caratteri, e dopo qualche anno arriva una grande occasione: un nuovo progetto, segreto come tutti quelli nelle fase iniziali di sviluppo a Cupertino, ha bisogno di un carattere. Più tardi diventa chiaro come questo carattere debba essere ben visibile a piccole dimensioni e su schermi ad alta risoluzione.

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È l’embrione dell’Apple Watch che da subito incontra sfide interessanti proprio sui caratteri perché i font usati nella maggior parte dei dispositivi Apple non sembravano adatti allo scopo. “In questo caso la tipografia è una disciplina abilitante,” ricorda Antonio, “perché i caratteri sono il cuore dell’interfaccia utente e rendono possibile la comprensione e l’uso del dispositivo. L’Apple Watch ha guadagnato dall’avere un carattere progettato ad hoc”.

Il font viene allora impostato al computer, ma poi verificato e corretto sotto l’occhio del type designer, carattere per carattere controllando l’effetto sul dispositivo. Un lavoro meticoloso e attento in un angolo di quella che stava diventando la più ricca azienda al mondo ma, ricorda Antonio, “Io e il team abbiamo lavorato come in una startup, sempre in ufficio, per consegnare in tempo utile questo progetto così importante”.

 Un progetto concepito per gli schermi retina di Apple ma non solo, con mille piccoli accorgimenti pensati per renderlo efficace a dimensioni diverse, dall’orologio al grande televisore da sessanta pollici collegato a una Apple TV. Invece di un singolo font si tratta di una famiglia di caratteri, tutta sotto il nome San Francisco, un riferimento alla storia di Apple: era anche il nome di uno dei font inseriti nel primo Macintosh. Molti progetti di sviluppo di nuovi caratteri tipografici nascono per sopperire a specifiche esigenze industriali con un evidente ritorno economico. Per Apple i font San Francisco sono stati importanti per un prodotto con il display così piccolo e denso, ma in passato problemi simili avevano afflitto anche gli editori di giornali.

Un esempio è il Wall Street Journal che aveva affidato al designer Tobias Frere-Jones il progetto di un nuovo carattere per le pagine delle quotazioni di borsa e grazie a quel font, Retina, pensato per la carta scadente di un quotidiano prevedeva sbavature e imprecisioni dell’inchiostro, aveva potuto stampare le stesse informazioni in meno pagine, risparmiando milioni di dollari ogni anno.

“Ci saranno sempre nuovi font perché con l’avanzare delle tecnologie ci sono problemi da affrontare in modo nuovo, i caratteri progettati per linotype, ad esempio, sono progettati con limitazioni che non abbiamo più in digitale, e così i caratteri progettati per gli schermi odierni hanno limitazioni che forse potremmo non avere in futuro. Inoltre, il gusto cambia, e spesso si può datare una foto grazie alle insegne, alle scritte e agli usi dei caratteri che andavano per la maggiore in un momento storico”.

Dall’uso iniziale nell'Apple Watch il San Francisco ha poi preso possesso di tutti i dispositivi Apple, compreso il Mac e il gioiello della casa, l’iPhone. È diventato il font ufficiale dell’azienda, usato sul sito web, nelle pubblicità e sul packaging. Chiusa la parte pionieristica del progetto, dopo sette anni ad Apple, Cavedoni ha cominciato a sentire la nostalgia anche culturale dell’Italia, così ha fatto i bagagli e salutato la California per nuovi stimoli.

Il capitolo successivo della carriera di Antonio si svolgerà infatti a Milano, dove ha ripreso in mano gli studi sulla storia e l’evoluzione della tipografia, con particolare attenzione alla figura di Francesco Simoncini, oggetto della sua tesi di laurea a Reading. Oggi ne cura una mostra che si tiene a Bologna al Museo del Patrimonio Industriale fino al 12 novembre. “Nel dopoguerra Simoncini realizzò le matrici linotype che contribuirono allo sviluppo dell’editoria nazionale e da autodidatta progettava font, tra cui il Simoncini Garamond scelto da Giulio Einaudi per la sua casa editrice tramite il suo direttore di produzione Oreste Molina, e che ora è il carattere simbolo del romanzo italiano. Un imprenditore illuminato e intellettuale, della stessa generazione di Adriano Olivetti. La mostra, il catalogo, e un libro monografico attualmente in lavorazione completano la ricerca sul suo lavoro che mi ha accompagnato nel corso degli anni”.

Oltre che al passato Cavedoni guarda anche al futuro: è in procinto di far partire la fonderia di caratteri che porterà il suo nome e che lavorerà sia alla produzione di nuovi font che alla ricerca, in quello che è un vero settore industriale. Tralasciando i giganti del software come Adobe che ha una forte presenza nel mondo tipografico, la più grande azienda specializzata nel campo, l’americana Monotype, è quotata al Nasdaq (NASDAQ:TYPE) e prevede 230 milioni di dollari di fatturato nel 2017, ma dietro di essa ci sono molte aziende medie e piccole boutique legate spesso a nomi di prestigiosi designer come Frere-Jones. “In Italia ci sono state e ci sono tuttora eccellenze nel campo del design che ancora non riescono ad uscire in maniera internazionale. Eppure l’industria italiana è design-driven: qui a Milano è tutto design, c’è una cultura. Su questo si può costruire e io sono ottimista”.

 

fonte: Forbs italia

 

 

melegatti«Questa mattina sono stato in produzione, e ho visto persone commosse; non nascondo che il clima generale ha toccato anche me». Luca Quagini, direttore dello stabilimento Melegatti di Verona – Spa in concordato – ha visto sfornare il primo pandoro e il primo panettone della campagna natalizia. «Forme perfette, qualità altissima, e non era scontato – spiega – Qualche giorno di ritardo per la manutenzione ci ha dato il tempo di affinare la lavorazione». Già nel fine settimana potrebbe riaprire lo spaccio aziendale per la vendita ai consumatori diretti. La vera sfida, però, è la distribuzione nella Gdo: «Abbiamo mandato la comunicazione ai vari centri di acquisto e alle diverse insegne; non tutte credevano che ce l'avremmo fatta, e chiaramente a questo punto molte avranno già riempito gli scaffali con altri prodotti. Speriamo trovino un posticino, siamo sicuri che le vendite li ripagheranno».
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Quagini è consapevole della solidarietà nata intorno alla crisi della storica azienda dolciaria, quella che brevettò la prima ricetta del pandoro. Con l'hashtag #NoiSiamoMelegatti gli stessi dipendenti, senza stipendio da agosto, hanno fatto conoscere la situazione ai consumatori, che hanno risposto così come era stato per altre aziende finite in difficoltà (dal Torronificio Scaldaferro, travolto dal tornado della Riviera del Brenta a Venezia nel 2015, al pastificio Rummo, alluvionato).

Anche i fornitori hanno fatto la loro parte, anticipando le consegne di uova e burro in un momento non facile a causa dell'aviaria e della scarsità di materia prima. La campagna natalizia non basterà a risolvere i problemi finanziari, ma dà il segnale di una continuità necessaria per una azienda che non vuole fallire. «Poi potremo pensare a Pasqua, e a riprendere la produzione dei prodotti continuativi, come le brioche», spiega Quagini.

Obiettivo, rispettare le tappe del piano concordato con il tribunale, «che ha giustamente chiesto di monitorare l'andamento settimanale delle vendite. Non siamo certo usciti dalla crisi, all'entusiasmo di vedere sfornare il primo pandoro e il panettone dobbiamo unire prudenza e cautela, ma ora passo dopo passo possiamo procedere nella direzione tracciata». A cominciare da un milione e 570mila dolci natalizi che chiedono spazio sugli scaffali.

 

 

 

fonte: Sole24ore

 

 

 

veracitalyCountdown per richiedere il voucher per l’internazionalizzazione. Il 28 novembre si aprono i termini per le imprese che intendono usufruire dell’agevolazione messa a disposizione dal Ministero dello Sviluppo Economico. 
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Con decreto del Direttore Generale per le politiche internazionalizzazione e la promozione degli scambi del 18 settembre 2017, il Ministero dello Sviluppo Economico ha definito le modalità operative e i termini per la richiesta e la concessione dei “Voucher per l’internazionalizzazione”, finalizzati a sostenere le PMI e le reti di imprese nella loro strategia di accesso e consolidamento nei mercati internazionali con 26 milioni di risorse stanziate, ai sensi del DM 17 luglio 2017.

Si tratta della seconda edizione di questo importante strumento di sostegno all’internazionalizzazione delle PMI, che prevede interessanti novità rispetto al bando precedente:

- Anche le PMI costituite in forma di società di persone potranno presentare la domanda;
- Sono previsti contributi a fondo perduto di diversa entità, a seconda delle esigenze dei beneficiari;
- E’ previsto uno stanziamento di risorse comunitarie per le Regioni Campania, Puglia, Calabria, Sicilia e Basilicata;

Verrà riaperto anche il termine per la selezione delle società accreditate a fornire servizi di accompagnamento ai processi di internazionalizzazione alle PMI beneficiarie del voucher, in sostituzione dell’elenco del 1 settembre 2015.

I soggetti interessati ad essere accreditati nell’elenco società di temporary export manager devono presentare domanda, secondo le modalità previste dal decreto direttoriale del 18 settembre 2017, a partire dalle ore 10:00 del giorno 16 ottobre 2017 e fino alle ore 16:00 del giorno 31 ottobre 2017.

Le PMI che intendono richiedere l’accesso ai voucher potranno iniziare la compilazione on-line della domanda a partire dal 21 novembre 2017. L’apertura dello sportello è prevista dalle ore 10.00 del 28 novembre 2017.

In particolare, per agevolare le imprese, il bando stabilisce che, a partire dalle ore 10.00 del 21 novembre 2017, le imprese interessate potranno iniziare la compilazione della domanda di accesso alle agevolazioni tramite l’apposita procedura informativa resa disponibile nell’apposita sezione “Voucher per l’internazionalizzazione” del sito internet del Ministero.

Le domande di accesso completate e firmate digitalmente dovranno essere presentate esclusivamente online a partire dalle ore 10.00 del 28 novembre 2017 e fino al termine ultimo delle ore 16.00 del 1° dicembre 2017.

Il decreto, disponibile nella sottostante scheda informativa e cliccando nella sezione “Normativa e moduli” di questo sito, fornisce alle imprese interessate ulteriori indicazioni e precisazioni in ordine ai criteri ed alle modalità di accesso allo strumento e di erogazione delle agevolazioni.

 

FINALITÀ: L’intervento consiste in un contributo a fondo perduto sotto forma di voucher, in favore di tutte quelle PMI che intendono guardare ai mercati oltreconfine attraverso una figura specializzata (il cd. Temporary Export Manager o TEM) capace di studiare, progettare e gestire i processi e i programmi sui mercati esteri. Le imprese devono rivolgersi ad una Società fornitrice dei servizi scegliendola tra quelle inserite nell’ apposito elenco che sarà pubblicato sul sito del Ministero entro il giorno 20 dicembre 2017.

BENEFICIARI: micro, piccole e medie imprese (PMI), costituite in qualsiasi forma giuridica, e le Reti di imprese tra PMI, che abbiano conseguito un fatturato minimo di 500 mila euro nell’ultimo esercizio contabile chiuso. Tale vincolo non sussiste nel caso di Start-up iscritte nella sezione speciale del Registro delle imprese, di cui art. 25 comma 8 L.179/2012.

DUE TIPOLOGIE DI AGEVOLAZIONI:

Voucher “early stage”:

Voucher di importo pari a 10.000 euro a fronte di un contratto di servizio pari almeno a 13.000 al netto di IVA.

Il contratto di servizio, stipulato con uno dei soggetti iscritti nell’elenco società di TEM del Ministero, dovrà avere una durata minima di 6 mesi.

Il voucher è pari a 8.000 euro per i soggetti già beneficiari a valere sul precedente bando (DM 15 maggio 2015).

Voucher “advanced stage”:

Voucher di importo pari a 15.000 euro a fronte di un contratto di servizio pari almeno a 25.000 al netto di IVA.

Il contratto di servizio, stipulato con uno dei soggetti iscritti nell’elenco società di TEM del Ministero, dovrà avere una durata minima di 12 mesi.

È prevista la possibilità di ottenere un contributo aggiuntivo pari a ulteriori euro 15.000 a fronte del raggiungimento dei seguenti obiettivi in termini di volumi di vendita all’estero:

  • incremento del volume d’affari derivante da operazioni verso Paesi esteri registrato nel corso del 2018, ovvero nel corso del medesimo anno e fino al 31 marzo 2019, rispetto al volume d’affari derivante da operazioni verso Paesi esteri conseguito nel 2017, deve essere almeno pari al 15%;
  • incidenza percentuale del volume d’affari derivante da operazioni verso Paesi esteri sul totale del volume d’affari, nel corso del 2018, ovvero nel corso del medesimo anno e fino al 31 marzo 2019, deve essere almeno pari al 6%.