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Strumenti per il Made in Italy digitale nel mondo

digital marketingL’accesso delle PMI all’economia digitale, in chiave internazionalizzazione, è fra i primi punti da attuare nell’ambito del Patto per l’export firmato a inizio giugno dalla Farnesina, insieme all’adozione delle misure del Piano Straordinario di promozione del Made in Italy a sostegno del sistema fieristico, e al potenziamento delle intese nel mondo con la grande distribuzione organizzata e le piattaforme internazionali di e-commerce.

Il decreto Rilancio (dl 34/2020) rafforza le misure per l’export e l’internazionalizzazione delle imprese già previste dal Cura Italia mettendo a disposizione nuove risorse anche al servizio di finanziamento agevolati alle imprese. Il decreto Liquidità imprese finanzia  invece i prestiti per le imprese che esportano. E ci sono una serie di strumenti di ICE e SACE che spaziano dagli incentivi per la formazione alle informazioni economiche e commerciali sui paesi esteri su cui puntare.

In definitiva, sono diversi gli strumenti che il Governo ha messo a punto, anche nell’ambito delle norme per il rilancio dopo il Coronavirus (ma non solo), per le PMI che vogliono internazionalizzare. Vediamo una breve panoramica.

Arriva Facebook Shops per aiutare le Pmi online

facebook shopsFacebook fa un altro passo nell'eCommerce. Lancia 'Facebook Shops', vetrine virtuali per aiutare le piccole e medie imprese a potenziare le vendite online, in un periodo in cui l'epidemia del coronavirus ha fermato tanti negozi fisici. La funzione, disponibile anche in Italia, ha l'obiettivo "di rendere lo shopping sempre più immediato e consentire a chiunque, dal piccolo imprenditore al marchio globale, di usare le nostre app per connettersi con i propri clienti", spiega la società.

Boom ecommerce: il 75% di chi ha comprato online nell’ultimo mese non lo aveva mai fatto prima

Ecommerce di successoCon un parallelo un tantino macabro, ma vero, si potrebbe dire che in questi difficili giorni di coronavirus imperante, ad ogni aumento del numero dei contagi è aumentato parallelamente l’accesso ai siti di e-commerce, portando al collasso le consegne di grandi catene mondiali di food – e della stessa Amazon – che sembrava una corazzata dalla logistica inespugnabile. E’ bastato un virus. “Abbiamo condotto una ricerca lampo su 200 dei nostri associati scoprendo che il 75% degli acquirenti da siti di e-commerce non lo aveva mai fatto prima. Quindi si tratta di nuovi utenti che, si spera, porteranno in alto la percentuale di oggi. Solo il 7% degli acquisti in Italia viene eseguito online, contro il 30% della Gran Bretagna” commenta Roberto Liscia presidente di Netcomm che associa le principali aziende di commercio online.

La comunicazione ai tempi del Covid-19

Analizziamo alcune delle strategie di comunicazione e delle campagne social più interessanti che i grandi brand hanno messo in atto in queste ultime settimane per adeguarsi all'emergenza coronavirus
 

La comunicazione è importante, anche in tempi di emergenza sanitaria e pandemia mondiale. E le grandi aziende lo sanno bene. Per questo brand affermati in tutto il mondo come Coca-ColaMcDonald’s e Volkswagen hanno deciso di modificare il proprio logo o di lanciare campagne social per lanciare messaggi di solidarietà o per incoraggiare il distanziamento sociale.

Il coronavirus, infatti, sta sconvolgendo le abitudini e la vita quotidiana dei cittadini di tutto il mondo, imponendo regole e restrizioni molto rigide, fra cui la messa al bando di baci, abbracci e strette di mano e la quarantena forzata di milioni di persone. Si tratta del più grande problema sanitario, economico e sociale della nostra epoca e forse dal secondo dopoguerra. È proprio in un momento di grave crisi come questo che una grande azienda dimostra la sua forza e tutto il suo potere comunicativo.

Vediamo da vicini gli esempi più riusciti e interessanti di queste ultime settimane:

Il logo della Coca-Cola si distanzia

Intelligente e originale è la nuova campagna pubblicitaria della Coca-Cola che campeggia in questi giorni a Times Square (New York) e che è stata lanciata anche sui canali social di Coca-Cola Mexico. La multinazionale ha modificato l’iconico logo per inviare un messaggio importante: “Essere separati è il modo migliore di stare insieme”.

Amazon ha speso in pubblicità 11 miliardi di dollari

Amazon spot Super Bowl 2020Secondo Brian Wieser, President of Global Intelligence di GroupM, quella del colosso rappresenta il 2% della spesa globale in advertising. Alexa è la star del più recente spot pianificato al Super Bowl.

Amazon ha speso nel 2019 11 miliardi di dollari in pubblicità, con un incremento del 34% anno su anno, ovvero di 2,8 miliardi di dollari rispetto agli 8,2 miliardi investiti nel 2018.

Il dato reso noto nel report annuale pubblicato dal marketplace. 

Tra le altre attività, il colosso della vendita al dettaglio online e del cloud computing ha scelto da tempo di investire sul Super Bowl, dove quest’anno ha presenziato con uno spot dedicato ad Alexa.

Star del commercial è Ellen DeGeneres accompagnata da sua moglie Portia de Rossi, che introducono una carrellata di situazioni comiche e paradossali.

L’idea è di Droga5 London, agenzia parte di Accenture Interactive. Riferimento per il global media buying della multinazionale, invece, è Initiative di Interpublic.

WhatsApp Pay è realtà

WHATSAPP PAYMark Zuckerberg non vuole smettere di stupire e prepara una nuova mossa per non perdere terreno dai giganti del mondo tech: WhatsApp Pay. Dopo Google, Amazon, Apple, Samsung e Huawei (solo per citarne alcuni), anche il re dei social ha deciso di regalare ai propri clienti una nuova modalità di pagamento. 

Resa nota proprio da Mark Zuckerberg durante la presentazione dei risultati finanziari di Facebook, la decisione di lanciare definitivamente WhatsApp Pay arriva solamente qualche giorno dopo che Amazon ha aperto alla modalità di pagamento a rate anche in Italia e nasce presumibilmente da due esigenze.

La prima è prettamente di mercato e pone le sue fondamenta sul fatto che il pagamento digitale e mobile non è solamente il futuro, ma il presente. La seconda ragione riguarda Libra, la criptovaluta di Facebook. Infatti, dopo il passo indietro dei maggiori sostenitori (PayPal, Stripe, eBay, Visa e Mastercard), anche Vodafone ha deciso di abbandonare il progetto.